LEONE BRONZO:'LA RIVIERA',DA ACQUE JONIO FATTO SENZA INGANNO

23-08-2012 11:46

"Noi un po' la faccia di bronzo ce l'abbiamo. Perseveriamo e diciamo che dalle acque dello Ionio é sorto un fatto senza inganno". Lo scrive Gioacchino Criaco in un editoriale sul sito del settimanale 'la Riviera' facendo riferimento al ritrovamento nel Mare Jonio, al largo di Capo Bruzzano, di una testa di leone in bronzo ed alla successiva scoperta che, nella stessa zona, quella che sembrava una statua o un'armatura, era in realtà un radiatore di motore. "Un leone di bronzo - aggiunge Criaco - è un fatto, mentre una segnalazione infruttuosa è solo uno dei tanti accadimenti che ruotano intorno ai fatti per delinearne l'esatta dinamica. Ogni indagine è una trama di indizi che portano alla verità. Nel mare davanti al promontorio dello Zefiro si raccolgono indizi rispetto a un fatto certo e ad altri solo ipotetici. Attorno al leone di bronzo ritrovato nei giorni scorsi, ci sono altri reperti? No, al momento sono stati ritrovati solo alcuni frammenti di anfora. Per questo si fanno le ricerche. Il leone appartiene a un'epoca ancora da accertare, così il suo valore artistico. Per questo ci stanno gli esperti. Nelle concitanti fasi successive alla scoperta del leone è accaduto quello che normalmente avviene in concomitanza di un delitto. Si raccolgono informazioni e si vagliano testimonianze. Fra le segnalazioni una sembrava interessante, i Carabinieri del TPC l'hanno doverosamente approfondita e questa ha portato fuori un inerme e inutile radiatore. Delusione, ma questi sono accadimenti normali e preventivabili dai quadri investigativi. Le ricerche ulteriori al momento non hanno dato esiti positivi e sperati, ma nemmeno sono emersi elementi in contrasto con l'assunto degli scopritori". "C'é stato, comunque - sostiene ancora Criaco - chi ha fatto il tifo per la scoperta sensazionale e chi no. C'é chi ha gioito per una Locride fuori dalla cronaca nera e chi no. C'é chi ha sognato perché vedere fianco a fianco gli uomini dell'Arma e i ragazzi di Africo rappresenta una svolta culturale e un evento strepitoso. E c'é chi, abituato ad altro genere di fatti, non è riuscito a metabolizzare la scoperta. Vedere il comandante del Nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri immergersi senza un attimo di tregua, con la voglia sfrenata di non spegnere le speranze di chi lo accompagnava, è stato uno spettacolo impareggiabile. La voglia di cambiamento che sorge dalla Locride, dalla Calabria: questa è la scoperta sensazionale che già da un po' è visibile. Ma ciechi e finti ciechi continuano a non vederla".




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