IL RACCONTO: UN REGGINO AL FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA

13-11-2012 21:11

di Francesco Arcudi- Il festival del cinema di Roma e' ormai giunto alla sua VII edizione e per chi scrive e' la quarta esperienza qui.

Ogni volta e' un tuffo nella mia passione, stavolta ancora di più perché grazie a un accredito ho potuto vivere più da addetto ai lavori la vita del festival.

Essa si svolge principalmente all'auditorium Parco della Musica, dove per dieci giorni l'anno i concerti lasciano spazio ai film e a tutto il rutilante mondo che li circonda.

Qui è tutto un passare da una sala all'altra, da un film a un red carpet, da una conferenza stampa a un photocall, dalla mattina presto fino a notte inoltrata.Per i più fortunati la giornata si può concludere con una cena o un party offerti dalle case di distribuzione.

Questa edizione, la prima diretta da Marco Müller, già presidente della mostra del cinema di Venezia, mi è sembrata un po' in tono minore. Colpa forse del poco tempo a disposizione degli organizzatori, della crisi economica o quant'altro, ma le grandi star non ci sono, fatta eccezione per Sylvester Stallone, Jude Law e Sean Penn.

Per il resto, tre film italiani in concorso, con seguito di star nostrane, molti francesi, tanti asiatici-verso i quali Müller nutre grande rispetto.

Ho aperto la mia presenza al festival con "Carlo!" , documentario semiserio su Verdone, con interviste allo stesso, ai suoi attori, collaboratori e familiari, e ovviamente tanti spezzoni dei suoi popolari film. Un divertente, tenero ritratto, omaggio ad uno dei nostri attori/registi più amati.

"La scoperta dell'alba" di Susanna Nicchiarelli, tratto dall'omonimo romanzo di Walter Veltroni, e' la storia di due sorelle (Margherita Buy-sempre efficace- e la Nicchiarelli stessa) , figlie di un professore universitario durante gli  anni di piombo d'Italia- in cui questi docenti venivano presi di mira dalle Brigate Rosse-alle prese con il loro passato e i loro rimpianti. Piacevole, ben fatto, forse con qualche lungaggine. Il film e' stato preceduto da un divertente corto della stessa regista "Esca viva", e da un altro diretto da Edoardo Ponti, "Il turno di notte lo fanno le stelle" scritto e interpretato da Erri De Luca, con Enrico Lo Verso, Julian Sands e la rediviva Nastassja Kinski, poetico e romantico.

"Le guetter (Il cecchino)" di Michele Placido, coproduzione italo-belga-francese, e' un classico "polar" che già dalla scena iniziale ha il pregio di far "entrare" lo spettatore nella storia e non fargli distogliere l'attenzione fino alla fine. Un ottimo noir, ben diretto e interpretato da Daniel Auteil, Mathieu Kassovitz, Violante Placido e Luca Argentero, tra gli altri.

Geniale ho trovato "Il volto di un'altra" di Pappi Corsicato, surreale, grottesco, divertentissimo ritratto di una certa società attuale basata quasi esclusivamente sull'immagine e la visibilità e fin dove si sia disposti a spingersi pur di mantenerle. La pellicola e' ottimamente interpretata da Laura Chiatti, Alessandro Preziosi e una fantastica Iaia Forte, attrice feticcio del regista.

Il mio ultimo film visto e' stato il francese "Populaire", ambientato nei colorati e spensierati anni 50, deliziosamente interpretato da un ottimo Romain Duris.

Così, tra un panino al volo, una visita agli stand degli sponsor del festival, una chiacchiera con attori e artisti, facilmente avvicinabili all'interno della struttura dell'auditorium, anche per quest'anno si è conclusa la mia "avventura" al Festival del cinema, in attesa della prossima, se possibile ancora più viva e movimentata.




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