“Voi viaggiate gratuitamente. Voi non pagate spese di posta. La vostra medaglia in oro è un passa−pertutto, generalmente rispettato. Voi non potete essere giudicati per tutto il tempo che dura la sessione.—Voi potete fare dei debiti, si fa credito a un deputato!... Voi avete un palazzo principesco per andarvi a leggere i giornali, parlare, fumare—senza parlare dell'acqua zuccherata a discrezione e, durante le sedute, ben anco dei liquori. Voi siete ben riscaldati. Voi avete una biblioteca. Le ballerine del Teatro Regio sono ghiotte di deputati, perchè avete la riputazione di gente ricca e non taccagna... Voi troneggiate nel vostro circondario elettorale. Vi si danno dei banchetti, trascinano a braccio la vostra vettura, vi fanno dei toast... In una parola, voi siete una potenza, una forza, un favorito, una gloria”. A parte lo stile e l’acqua zuccherata potrebbe sembrare la recriminazione di un qualsiasi cittadino dei nostri giorni contro la casta dei parlamentari ed invece è una recriminazione che risale al 1862, centocinquanta anni fa, anno di pubblicazione di un’opera dal titolo “I moribondi di Palazzo Carignano” (sede del primo parlamento unitario) scritta da un patriota meridionale deluso, Ferdinando Petruccelli della Gattina, deputato della prima ora, che contiene una spietata analisi dei vizi e delle abitudini del primo Parlamento italiano che presenta delle impressionanti rassomiglianze con le abitudini e i privilegi di quella che oggi, a torto o ragione, viene definita “casta”. Ecco come descrive una qualsiasi seduta alla Camera “Ma la seduta è cominciata. Io ho la parola. Il subjetto è grave. Io ho bisogno di raccogliere le mie idee, di tenere la mia attenzione concentrata. Un usciere viene a mettermi sotto il naso la sua coppa all'acqua zuccherata, e m'interrompe. I miei vicini parlano a voce alta. I miei colleghi, alle spalle, mi suggeriscono delle considerazioni, che io non sollecito e che frastornano l'ordine dei miei pensieri. I miei colleghi, di sotto, vanno, vengono, rimuovonsi, leggono i giornali e mi confondono, mi forviano. Il presidente strimpella col suo campanello. Gl'intolleranti interrompono. Si rumoreggia, si strepita, si sbadiglia—ohimè! si sbadiglia—ciò che è la più oltraggiosa di tutte le opposizioni. In verità, io non so come un deputato possa combinar due idee di seguito in mezzo a questo frastuono. Io mi sieggo alla fine, stanco, scontento” con la sconsolata considerazione che “Il mestiere di deputato, a farlo con coscienza, è un mestiere a rendere cheto l'uomo lo più svegliato, a capo di tre anni!”. Ed ecco ancora un giudizio sui colleghi “Noi abbiamo, come in tutti i Parlamenti, la distinzione di destra, di centro, di sinistra. Ma questa distinzione non è assoluta. Vi sono parecchi deputati che seggono alla sinistra e votano costantemente con la destra: altri che, anche sedendo alla destra, votano talvolta con la sinistra. Poi vi sono le farfalline”. A parlare dell’opera, nel corso di un incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos che si terrà giovedì 2 febbraio alle ore 18,00 presso la Libreria Culture sarà il Prof. Antonino Romeo.