Anassilaos: icontro su Emilio Salgari

19-04-2011 09:42

Cento anni fa, il 25 aprile del 1911, moriva suicida a Torino Emilio Salgari (era nato a Verona il 21 agosto 1862), uno degli autori d’avventure più conosciuto e prolifico. Alla sua figura e alla sua opera l’Associazione Culturale Anassilaos renderà omaggio nel corso di un incontro che si terrà giovedì 21 aprile alle ore 16,45 presso la Sala Giuffrè della Biblioteca Comunale di Reggio Calabria con una conversazione della prof.ssa Francesca Neri.  Considerato fino a non molti anni fa un autore minore e per ragazzi, nonostante che i suoi numerosi romanzi (ottanta opere più i racconti) abbiano fatto sognare intere generazioni di italiani, la figura di Emilio Salgàri è cresciuta nella considerazione della critica nel momento in cui la sua opera di romanziere è stata inserita in quel clima culturale caratterizzato da una attenzione, tutta europea, verso l’esotismo,  che tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento ha caratterizzato gran parte delle nazioni industrializzate d’Europa. Parigi, Londra e Berlino – per fare solo qualche nome – si arricchivano di orti botanici e giardini zoologici dove i buoni borghesi, costretti  a vivere in città sempre più disumane e distanti dalla natura, potevano soddisfare la propria curiosità  e nutrire il  sogno di avventure in paesi lontani. In Francia, il primo e più grande dei pittori “naif”, Henry Rousseau il Doganiere, senza essersi mai mosso da Parigi,  dava corpo ai sogni dei suoi concittadini in tele ricche di colore e di fantasia nelle quali riproduceva improbabili giungle e altrettanti improbabili bestie feroci. Al contrario del pittore francese comunque il nostro Salgari, come è stato dimostrato da recenti ricerche sulle fonti utilizzate, pur non avendo mai viaggiato fuori d’Italia, si è servito di accurate notizie storiche e geografiche che gli hanno consentito di inserire le sue leggendarie figure (Sandokan, Il Corsaro Nero, Yanez de Gomena) in un contesto storico accurato e preciso. Il ciclo dei Pirati della Malesia, quello dei Corsari delle Antille, per citare soltanto i più conosciuti e letti, fanno dello scrittore di Verona uno degli autori  italiani più conosciuti per il quale si sono fatti riferimenti a Mark Twain, Rudyard Kipling, Herman Melville anche se questi autori, fino ad un certo momento considerati soltanto autori di avventure, sono oggi inseriti tra i classici della letteratura universale e il nostro stenta a trovare un posto adeguato tra i grandi della letteratura.




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