Ass. San Giorgio: Raimondo dei Sangro di Sansevero nel 300° nascita

06-12-2010 10:10

Aspetti simbolici nelle opere del principe Raimondo dei Sangro di Sansevero nel trecentesimo anno dalla nascita. Questo l’interessante approfondimento divulgativo proposto dall’Associazione culturale San Giorgio che, attraverso un convegno, intende lanciare un provocatorio momento di riflessione: l’impegno intellettuale di osare oltre l’ orizzonte storico, perché come recita il motto latino “vir mirus ad omnia natus quaecumque auderet” (Ammiro l’uomo vocato a tutte le cose e che osa qualunque cosa). Un motto che calza alla perfezione con la figura e la vita del principe di Sansevero, il quale fu accademico della Crusca, mecenate e ispiratore di un’ innovativa pagina d’arte del ‘700 napoletano. Autore di sorprendenti invenzioni, dotato di ineguagliata abilità nell’addestramento delle truppe del Regno, codificata in trattati, sulla tattica e le fortificazioni militari, apprezzati in tutta Europa. Vittima dell’accanimento inquisitorio fu anche scomunicato. “Un personaggio di così singolare vivacità intellettuale, spiega il vicepresidente dell’associazione San Giorgio, Giuseppe Mazzetti, rivela un complesso profilo, nel quale l’anima del secolo dei lumi convive dialetticamente accanto a più insospettati sconfinamenti nei saperi esoterici e nell’alchimia. Proprio questa apparente contraddizione insieme alle vicissitudini della sua adesione agli ideali della massoneria, ha finito per offrire lo spunto a descrizioni spesso leggendarie, che finiscono per non rendergli giustizia e ne appannano la vera identità”. Così, a ridisegnare il vero volto del principe dei Sangro, nel corso dell’ iniziativa patrocinata dal Consiglio regionale della Calabria, saranno i maggiori studiosi italiani dell’argomento : lo storico dell’arte Elviro Langella, autore, tra l’altro, di numerose pubblicazioni su Raimondo dei Sangro e le sue opere. E l’accademico dell’arte reggino Pino Labarbera, autore di pregevolissime opere, inserite in collezioni private e pubbliche in tutto il territorio nazionale. Attraverso particolari prospettive d’analisi delle opere del principe (il Cristo velato, la Pudicizia e il Disinganno), il convegno, moderato e concluso dal professore Ludovico Quistelli, sarà occasione per dipanare “il coraggioso messaggio di instancabile creatività, entusiasmante fantasia e irriducibile ironia” portato, appunto, da Raimondo di Sansevero. Ma anche, per svelare il “suo innato gene di Ulisse a muovere uno straordinario viaggio, animato dalla tensione morale del movimento e orientato alla ricerca del faro della ragione”. L’interessante seminario, sarà aperto dai saluti del presidente del Consiglio regionale, Francesco Talarico, cui seguirà un’introduzione, curata dal presidente dell’associazione San Giorgio, Arturo Occhiuto. Appuntamento quindi, alle ore 9.30, di sabato prossimo 11 dicembre nella sala Giuditta Levato di palazzo Campanella per approfondire quest’interessante figura storica e le sue meravigliose opere.




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