Home Notizie Politica Università Magna Grecia, la Uil: "Rettore manda a casa decine di precari"


08-02-2012 17:35 - Università Magna Grecia, la Uil: "Rettore manda a casa decine di precari"

Prosegue lo stato di agitazione indetto dalla Uil contro i licenziamenti di alcune decine di lavoratori precari. "La riunione tra sindacati e amministrazione sul problema dei precari - è scritto in una nota della Uil - è stata l'ennesima delusione. Ancora una volta il rettore Aldo Quattrone ha evitato il confronto con i sindacati facendosi rappresentare dal suo delegato. Dopo anni di lavoro ed abnegazione dedicati all'Università Magna Grecia di Catanzaro (che di 'magno' ormai comincia ad avere ben poco), decine di precari ricevono il benservito dal rettore. Tutti gli impegni assunti dal precedente rettore e dal Senato accademico (di cui Quattrone era componente) sono stati disattesi. Per spiegare questo 'licenziamento' in massa Il rettore si giustifica con delle affermazioni che, francamente, la Uil non capisce e non accetta. Egli dice che è in carica solo da alcuni mesi e che il rispettare quell'accordo creerebbe un problema di etica personale. Queste giustificazioni non sono attinenti e, ripetiamo, sono incomprensibili per non far pensare che le ragioni siano altre". "Per la Uil, non c'entra nulla - prosegue la nota - l'etica con il buttare per strada trentacinque/quaranta famiglie. Vale la pena fare alcune considerazioni circa l'etica utilizzata per l'applicazione della riforma Gelmini. Un'etica accelerata per scopi evidenti. L'approvazione del nuovo Statuto d'Ateneo è arrivata al Ministero tra i primi tre in Italia. A questo sono seguite le frettolose dimissioni (ben due anni prima della scadenza naturale) del Rettore Costanzo. Probabilmente caso più unico che raro. Di lì a poco, lo stesso ex rettore Costanzo, dopo le sue dimissioni, è diventato presidente del Senato Accademico e ProRettore, mentre l'unico candidato a rettore (Aldo Quattrone) è stato eletto. Quale etica ha reso possibile tutto ciò? La spregiudicatezza di questa strategia ha permesso (senza nemmeno tentare di salvare le apparenze) di eleggere un rettore che dopo alcuni mesi, per raggiunti limiti di età, non sarebbe più stato eleggibile. Questa è l'etica che l'Università di Catanzaro ha adottato in questi ultimi tempi". "La nostra Università era il fiore all'occhiello del nostro Territorio e della Regione - si sostiene nella nota della Uil - ora è un ente che con grande arroganza, rottama i propri dipendenti, gli stessi che ha utilizzato ed illuso per anni ed anni".





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