(a.c.) Elezioni amministrative di primavera, valzer delle candidature. Il tempo stringe e le voci si rincorrono fino al punto che si mormora sempre con più insistenza tra i corridoi della politica che il sindaco facente funzione al Comune di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa, sia corteggiato come eventuale candidato alla corsa di primo cittadino per il terzo polo che potrebbe unire insieme, in primis, Udc, l’Api di Rutelli e Futuro e Libertà. L’unica certezza continua ad essere la candidatura di Demetrio Arena, attuale amministratore dell’Atam. A Palazzo Foti, ormai è certa la riproposizione del presidente uscente del Pd, Giuseppe Morabito, appoggiato dal suo partito, da Rifondazione, Comunisti Italiani e Sinistra ecologica e libertà. Alla più alta poltrona della Giunta provinciale per il Pdl, invece, sembra prendere sempre più credito di giorno in giorno la candidatura di Luigi Fedele, favorita in un certo senso, da quella norma sull’incompatibilità delle cariche che tante polemiche sta suscitando, passata a maggioranza nell’ultimo Consiglio Regionale, e che permetterà anche al rappresentante di centrosinistra Nicola Adamo di candidarsi a Cosenza. Rimanendo a palazzo Foti, da sottolineare che Repubblicani continuano a rivendicare una poltrona importante. Per questo motivo anche l’attuale segretario del partito dell’Edera, Francesco Nucara, va inserito tra i papabili, sempre che Berlusconi non lo accontenti dandogli un ruolo di primo piano nella società Stretto di Messina, da lui rivendicata, come dicono sempre le voci che echeggiano dai corridoi della politica che conta. Da non prendere superficialmente è comunque il desiderio di Pietro Fuda (già presidente della Provincia prima che Giuseppe Morabito ne ereditasse il mandato) di tornare in campo. Ancora non sono chiare le alleanze che Fuda abbia intenzione di stringere. Ritornando a Palazzo San Giorgio, mentre il Pd viaggia nell’incertezza che ormai lo contraddistingue e non solo a livello locale, Massimo Canale, nonostante la presa di distanza del suo partito, il PdCi, ha annunciato ai nostri microfoni che non ha nessuna intenzione di mollare la presa come qualcuno vociferava. In tutto questo contesto non va dimenticata la corrente dell’ex presidente del Consiglio Regionale, Giuseppe Bova, che non sembra intenzionato a rimanere a guardare convinto in autonomia di potersi giocare le sue carte.