La grave situazione finanziaria in cui si trova la Coop Agorà Kroton "é da imputare al mancato rinnovo del contratto dei locali adibiti a Comunità terapeutico-riabilitativa per tossicodipendenti e seconda accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo con il conseguente sfratto da parte della Curia di Crotone; al ritardo di quasi un anno del pagamento delle rette da parte dell'Asp di Crotone; al mancato rinnovo, relativo agli anni 2009/2010, della convenzione con Enti pubblici per il servizio Casa famiglia e di conseguenza la mancata erogazione dalla Provincia del credito relativo al servizio". E' quanto sostiene il Cda della cooperativa che in una nota, oltre a ringraziare "tutti quelli che la stanno sostenendo in questo delicato momento", ha evidenziato che "il rischio reale non è la chiusura di un singolo servizio ma, di tutta la cooperativa con una ricaduta sul personale attualmente impiegato pari a 30 unità".
"La ricaduta sociale - prosegue la nota - è facilmente individuabile se si pensa, che la coop accoglie tossicodipendenti, migranti, rifugiati e richiedenti asilo politico, oltre a tutte quelle persone che nei momenti di difficoltà hanno trovato risposte ai loro bisogni. La chiusura di una cooperativa che opera sul territorio da oltre vent'anni produrrebbe anche effetti negativi sull'economia. Basti pensare che negli anni ha consolidato rapporti di fiducia con varie imprese del luogo per acquisti di beni e servizi, favorendo così, anche, lo sviluppo dell'economia locale". "Solo la buona volontà dei soci e dei lavoratori - afferma la coop - ha permesso di continuare a fornire tutti i servizi. Sono loro che, nonostante non percepiscono lo stipendio da più mesi, continuano a dare la spinta per andare avanti, mostrando uno spirito di abnegazione che va oltre qualsiasi tipo di contratto se non quello che stipulano tacitamente con gli utenti che accompagnano per periodi più o meno brevi". "Fiduciosi di un positivo riscontro da parte delle istituzioni preposte - conclude la nota - invitiamo la Curia a cercare una soluzione per impedire l'inevitabile chiusura di tutta la Cooperativa, trovando in questo consiglio d'amministrazione e nel proprio Presidente un interlocutore attento e aperto al dialogo; la Provincia di Crotone a liquidare il debito risalente al servizio prestato durante tutto il 2009/2010; l'Asp di Crotone a liquidare le fatture in arretrato".