Riceviamo e piubblichiamo. Dopo le due grandi manifestazioni nazionali, a Cremona il 22 luglio ed a Napoli il 26 luglio, Confagricoltura ha organizzato un sit-in dei propri associati che si è tenuto oggi a Roma, in Piazza Montecitorio, in occasione della votazione alla Camera dei Deputati della manovra economica che - come denuncia l’Organizzazione degli imprenditori agricoli - ha trascurato del tutto il settore agricolo.
All’iniziativa era presenta anche una numerosa delegazione di agricoltori calabresi guidati dal Presidente di Confagricoltura Calabria Nicola Cilento.
Confagricoltura Calabria rimarca come nessuna delle richieste avanzate abbia trovato risposta nella Finanziaria varata dal Governo, dalla defiscalizzazione degli oneri sociali ai prezzi del gasolio agricolo.
Tra le sollecitazioni di Confagricoltura è prioritaria quella della stabilizzazione della fiscalizzazione degli oneri sociali per le imprese che operano nelle zone svantaggiate e di montagna, provvedimento in scadenza proprio alla fine di luglio.
Nelle zone disagiate, dove l’agricoltura ha anche una funzione sociale, oltre che economica, di presidio e di tutela del territorio - spiega l’Organizzazione agricola calabrese - in assenza di benefici, il costo previdenziale del lavoro andrebbe ad aumentare vertiginosamente, mettendo fortemente a rischio la tenuta delle aziende e dell’occupazione.
La nostra non è una protesta contro il governo ma a sostegno dell’agricoltura - sottolinea Confagricoltura Calabria - Il nostro appello è rivolto a chiunque sia disposto, in seno alla maggioranza o all’opposizione, a garantirci par condicio rispetto agli altri settori produttivi.
L'agricoltura deve stare sul mercato e deve produrre reddito - prosegue Confagricoltura - Per cui il governo deve intervenire perché sia garantito all’agricoltura un ‘contratto’ così come fa per difendere produzioni ed occupazione nelle grandi vertenze industriali. L’agricoltura va considerata centrale nelle politiche di sviluppo nazionali. Quando si parla di difesa delle medie e piccole imprese, quelle agricole non ci sono mai. Il Paese, la classe politica deve rendersi conto che l`agricoltura è allo stremo e, se le imprese agricole chiudono, gli effetti dal punto di vista economico, sociale ed occupazionale saranno devastanti.
Le nostre mobilitazioni - sottolinea Confagricoltura Calabria - sono manifestazioni spontanee nate dalla necessità di spiegare alla politica la situazione di estrema tensione che sta vivendo l’agricoltura del nostro Paese. Quelle che chiediamo al Governo sono risorse ragionevoli, concederle è solo un fatto di volontà politica. Gli agricoltori sono esausti, l’obiettivo della coesione sociale non può valere solo per l’industria.
A questo punto - conclude Confagricoltura - l’unica strada percorribile per tentare di riequilibrare la situazione è un decreto di urgenza che recepisca le nostre richieste e chiarisca la volontà politica di permettere alle eccellenze del made in Italy di sopravvivere.
Confagricoltura prosegue dunque la mobilitazione ed annuncia un autunno altrettanto caldo se non verrà affrontata, con la dovuta attenzione, la “questione agricola”.