Legautonomie Calabria: da report 2012 dati allarmanti

21-11-2012 11:52

“Risultati allarmanti” quelli presentati in questi giorni all’interno del Report 2012 sullo stato delle autonomie calabresi.
Ad affermarlo è in una nota Mario Maiolo, presidente dell’Associazione Legautonomie Calabria, che ha condotto lo studio analizzando i dati di 409 comuni calabresi, dal 2004 al 2010, su finanza e ricchezza locale, sistema idrico e igiene ambientale, attraverso un parallelo con i dati relativi alla media italiana.
Rispetto alla situazione nazionale emergono così forti differenze:
In Calabria risulta, secondo Legautonomie, un’ accentuazione dell’aumento delle tasse, salite del 67% e delle imposte, del 10%.
Maggiori, per i comuni calabresi, sono invece i trasferimenti finanziari dallo Stato, media che però si abbassa per passaggi da Regione a Comuni o ancora da fondi comunitari.
Più alta la spesa rispetto al resto d’Italia per quanto riguarda tutela del territorio e settore amministrativo. Per il loro funzionamento, i comuni calabresi, infatti, spendono in media molto più rispetto ad altri italiani.
Cala invece, a confronto con i dati nazionali, la spesa di investimento in ambiti quali turismo, che da un 1% generale scende allo 0,5% calabrese, o ancora viabilità, istruzione e cultura, per i quali la Calabria riserva fondi minori.
Critica la situazione rifiuti, con una spesa pari circa a 200 milioni di euro per il pagamento del servizio di smaltimento contro i 100 milioni circa di capacità di riscossione delle imposte. Una forte differenza che incide sul dato allarmante dei deficit comunali che arrivano a toccare un totale di 593 milioni di euro.
Nella classifica dei comuni per reddito annuale pro capite si aggiudica il primato Rende quale città più ricca, Reggio Calabria, invece, fauori dal podio, si aggiudica il nono posto, con un reddito pro capite annuo pari a 23.000 euro. Mentre tra i più poveri della regione il primo posto spetta al Comune di Platì.




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