Home Notizie Cronaca Frodi fondi Ue. 145 mln quelli accertati nel 2010 in Calabria


09-03-2011 17:44 - Frodi fondi Ue. 145 mln quelli accertati nel 2010 in Calabria

E' di oltre 145 milioni di euro l'ammontare delle frodi sui fondi strutturali accertate dalla Guardia di finanza in Calabria nel 2010. Un dato "allarmante" fornito dal generale Michele Calandro, comandante regionale della Guardia di finanza, a Catanzaro, in occasione del seminario sul tema "Finanziamenti europei 2007-2013 e contrasto alle irregolarità e alle frodi nei fondi strutturali". L'iniziativa, cofinanziata dall'Olaf (l'organismo antifrode dell'Unione Europea nell'ambito del programma Hercule II), dal Dipartimento per il coordinamento delle politiche comunitarie e dall'Ordine nazionale dei dottori commercialisti, ha messo a confronto anche in Calabria magistrati, funzionari regionali, esperti ed amministratori allo scopo di determinare una strategia di contrasto alle frodi comunitarie. Ai lavori ha partecipato l'assessore regionale al Bilancio Giacomo Mancini: "la Regione ha avviato un percorso nuovo - ha detto - per una corretta gestione delle risorse e dei finanziamenti. Solo attraverso un lavoro sinergico tra forze dell'ordine e amministratori, infatti, si può agire concretamente per combattere le frodi e colmare le lacune del sistema". "L'Italia - ha sostenuto il generale Gennaro Vecchione, comandante del nucleo della Guardia di finanza per la repressione delle frodi comunitarie della Presidenza del Consiglio dei ministri che ha coordinato i lavori - e già leader nel contrasto alle frodi nei fondi strutturali europei che, nel 2009, hanno pesato per 328 milioni di euro, con 891 casi, e questo è stato riconosciuto da tutte le istituzioni europee. Come organo di polizia comunitaria stiamo cercando di esportare il nostro modello organizzativo in Europa, tuttavia non si può pensare di lasciare la responsabilità di tutelare gli interessi finanziari dell'Ue agli organi di polizia, ma va creato un sistema basato su informazione, formazione continua e coinvolgimento delle categorie professionali. "I dati relativi alla Calabria - ha ribadito il gen. Calandro - sono rilevanti e ci fanno stare in allarme. Dei 145 milioni accertati, però, 65 sono stati bloccati prima che venissero erogati. Inoltre, grazie alle sinergie riusciamo ad avere informazioni e a collaborare con gli organismi di gestione, primo fra tutti la Regione". Più pessimista il parere di Salvatore Dolce, sostituto procuratore della Repubblica a Palmi. "La criminalità organizzata che è presente sempre dove ci sono soldi e in particolare risorse pubblici che rappresentano uno dei principali canali di approvvigionamento economico attraverso l'utilizzo di aziende affidate a prestanome, che emettono false fatture o che vengono usate per reinvestire capitali e per riciclare. Il sistema dei controlli, nella fase fisiologica di primo e secondo livello, non costituisce un filtro. E la magistratura, arrivando in un momento patologico, si sobbarca il maggior peso, quando i fondi difficilmente si possono recuperare". In pochi pagano ("uno su 20") e questo, secondo il magistrato, finisce per incentivare la commissione di illeciti. All'iniziativa seminariale hanno partecipato Paola Rizzo, dell'Autorità di gestione Por Fesr Calabria 2007-2010, il presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Catanzaro Francesco Muraca, il procuratore regionale della sezione di controllo della Corte dei Conti Cristina Astraldi De Zorzi, il consigliere della Corte dei conti Maria Teresa Polito e il maggiore Fabio Bianco del nucleo polizia tributaria Guardia di Finanza.





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