Sanita': specialisti ambulatoriali, serve corresponsabilita'

24-06-2010 18:16

"Da più parti, in questi giorni, nel Dipartimento regionale Salute si invoca un 'razionamento' delle risorse economiche nella sanità territoriale pubblica e segnatamente nella specialistica ambulatoriale interna (ambulatori pubblici del territorio)". E' quanto afferma, in una nota, Vincenzo Priolo, segretario regionale del Sindacato unico di medicina ambulatoriale (Sumai). "Non sorprende l'eccessivo cinismo - prosegue Priolo - che a volte acceca la vista delle persone più attente; il resto dell'argomento, tuttavia, appartiene, con i suoi vizi e le sue virtù, al pragmatismo del confronto, che dovrebbe avvenire, nelle sedi istituzionali. Noi, i medici specialisti che viviamo e crediamo nel Ssn, guardiamo con allarme e con angoscia ai segni profondi di un suo declino e intendiamo con fermezza fermare il processo, in atto, di dissipazione istituzionale, finanziaria e tecnico-professionale". Per Priolo "va da se che il federalismo ha già posto alcune questioni problematiche, ma ancora oggi appare più un'arma ideologica che una seria efficace riforma costituzionale sul piano dell'equità e della tutela dei diritti dei cittadini, dando così forza, come nel caso in specie, alle aree più forti della sanità, indebolendo ulteriormente l'area del territorio già atavicamente fragile. L'imperante economicismo delle Aziende sanitarie gestite dalle figure monocratiche dei direttori generali, confina in ruoli marginali l'autonomia e la responsabilità dei medici specialisti ambulatoriali interni i quali da anni chiedono una programmazione, dei servizi sanitari, per coniugare la qualità con una economia sostenibile". "E ancora: non sorprende neppure - sostiene ancora il segretario regionale del Sumai - l'eventuale proposta, ove rispondesse al vero, del Dipartimento della Salute, ma lasciateci dire che anche il cinismo ha un limite e non tutto è strumento, qualcosa, e forse anche più, a volte anche fine. Quale potrebbe essere il fine? Forse, qualche ben pensante, sta immaginato di ridurre la presenza degli specialisti ambulatoriali interni per diminuire, nei fatti, l'offerta di prestazioni del Servizio sanitario pubblico? Riteniamo che un Servizio sanitario pubblico, soprattutto in questi momenti di estrema difficoltà finanziaria, nella sua strategia di difesa, con una specialistica ambulatoriale forte, diventa garanzia, anche per l'iniziativa privata in tale settore". "Se vogliamo una vera discontinuità col passato - sostiene ancora Priolo - mai come ora in momenti di scarsità di risorse economiche, è necessaria una forte corresponsabilità delle parti (regione, medici, associazioni di categoria) affinché il 'sistema salute' sia degno di una società civile. Nella programmazione dei servizi territoriali è necessario, non solo, che la medicina specialistica ambulatoriale interna sia presente ma, addirittura, rafforzata affinché si eviti che al danno subito si aggiunga, anche, la beffa. Riteniamo che il Presidente, on. Giuseppe Scopelliti, persona che si sta dimostrando attenta alle problematiche della Sanità, assieme alla Giunta ed al Consiglio regionale, darà certamente una adeguata risposta sia alla discontinuità con il passato sia alle aspettative dei cittadini della Calabria". (ANSA).




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