"Soddisfazione per l'arresto dei presunti killer del piccolo Domenico Gabriele, ma il fatto che tra gli otto provvedimenti restrittivi figuri anche un minorenne deve fare riflettere". A sostenerlo è Dorina Bianchi, vicepresidente dei senatori Udc, commentando l'operazione condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Crotone. "I carabinieri - ha aggiunto - hanno fatto luce su un omicidio efferato che ha colpito una vittima innocente, un bimbo di 11 anni, che in una sera d'estate giocava a pallone in un campetto di calcio; esprimo vicinanza ai genitori di Dodò, in questo giorno che consegna alla giustizia i presunti killer del loro bambino". "In Calabria e nel Crotonese - ha sostenuto la senatrice - serve un'azione incisiva di prevenzione a favore della legalità, che coinvolga i più giovani e che veda impegnati, in sinergia, mondo delle istituzioni, della scuola e delle forze dell'ordine. Negli ultimi dieci anni sono state 155 in Italia le vittime di mafia 'casuali', persone che si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. E tra loro 37 tra bambini ed adolescenti, vittime innocenti inconsapevolmente in mezzo tra killer e obiettivo da eliminare. E in Calabria, soltanto negli ultimi due anni, sono stati quattro i bambini innocenti vittime di agguati. Era il 23 marzo 2008 quando, nel corso dell'agguato costato la vita a Luca Megna a Papanice, nel Crotonese, fu gravemente ferita alla testa anche la figlia di cinque anni, Gaia; due giorni dopo, il 25 marzo, sempre a Papanice, in un altro agguato ai danni di Giuseppe Cavallo, rimase miracolosamente illeso il figlio di due anni, in macchina con lui insieme alla moglie. Altro episodio a giugno 2008, a Melito Porto Salvo, quando due uomini armati scaricarono la loro follia omicida nella piazza del paese mentre era in corso una recita dei bambini dell'asilo e delle elementari, ferendo alla testa un bimbo di quattro anni". "L'ultimo atto, questa volta fatale - ha concluso Dorina Bianchi - a giugno 2009, sul campetto di Margherita a Crotone, dove perse la vita Dodò". (ANSA).