Bomba, Pg: "Qui cosche spartiscono tutto"

04-01-2010 09:17

''I criminali sono portati a pensare che nel processo d'appello le cose si sistemano, quando questo non avviene, quando anche qui si rendono conto che prendono bastonate, qualcuno può avere la tentazione di reagire". A parlare, in un'intervista a La Repubblica, è il procuratore generale di Reggio Calabria, Salvatore di Landro, che sottolinea come nella sua Procura "si fanno i giochi nel merito, dopo c'é solo il giudizio di legittimità della Cassazione". Il procuratore fuga ogni dubbio sulla matrice dell'attentato: "per dimensioni, caratteristiche e per la professionalità degli attentatori -.afferma - sulla matrice mafiosa non credo ci possano essere dubbi". L'attività della Procura di Reggio Calabria, spiega Di Landro, si concentra sui processi in grado di appello e sulla confisca dei beni, "su entrambi i fronti - aggiunge - ho impostato il lavoro con il massimo del rigore e del controllo". Forse, secondo Di Landro, "qualcuno si era illuso che tenessimo un profilo più basso". "Le cosche tradizionali si spartiscono il territorio con una capillarità impressionate" sottolinea il procuratore, al punto che è possibile identificare "il confine della giurisdizione tra due clan". L'attentato non frenerà l'attività, "le indagini vanno avanti condeterminazione, i successi sono tangibili, la strada è lunga e difficile - conclude Di Landro - noi continuiamo a fare il nostro mestiere".




Telereggio S.r.l.
© Tutti i diritti riservati
P.Iva: 00250830809