Sono due le centrali elettriche al centro dell'inchiesta condotta dalla Procura di Crotone su presunte irregolarità nella gestione dei fondi pubblici. Infatti, oltre che sulla centrale a turbogas di Scandale (Crotone), la Procura sta indagando anche sulla costruzione di quella di Rizziconi (Reggio Calabria). Per quanto riguarda la centrale di Scandale, gli inquirenti ipotizzano che l'ex sottosegretario alle Attività produttive Giuseppe Galati e l'ex presidente della Regione, Giuseppe Chiaravalloti, d'intesa con Roberto Mercuri e Annunziato Scordo, amministratori della società Pianimpianti, tutti considerati soci occulti delle società anonime di diritto lussemburghese Finindint e Fecoffee, e Aldo Bonaldi, ritenuto l'amministratore di fatto della Eurosviluppo Elettrica e della sua controllante Societe Financiere Cremonese di diritto lussemburghese e amministratore di fatto del Consorzio Eurosviluppo Scarl, avrebbero favorito l'ottenimento, nel maggio 2004, dell'autorizzazione unica alla realizzazione ed all'esercizio della centrale a turbogas di Scandale nei confronti della società Eurosviluppo Elettrica. Gli indagati, secondo l'accusa, avrebbero lucrato "indebitamente 28,6 milioni di euro quale anticipazione sul prezzo totale di 38,6 mln, dalla vendita della Eurosviluppo Elettrica, prezzo oggetto di attività di spartizione tra gli associati attraverso la cessione alla S.F.C. di Bonaldi, di pacchetti azionari della Eurosviluppo Elettrica posseduti dalla Finindint e dalla Fecoffee". In merito alla centrale di Rizziconi, secondo l'accusa, sarebbe stato stravolto un parere espresso il 15 dicembre 2004 dal Nucleo valutazione impatto ambientale regionale a favore del progetto di costruzione di centrale presentato da Calabria Energia in favore del progetto presentato da Rizziconi Energia, che aveva avuto una valutazione di non compatibilità con l'ambiente e il territorio.