Incendi, Amato: quello che funziona e quello che non funziona PDF Stampa E-mail
Notizie - Politica
Scritto da Francesco   
Mercoledì 29 Agosto 2007 01:00
Gli incendi estivi ha affermato Amato, hanno messo alla prova "l'efficienza del nostro decentramento. Quando succede qualcosa noi siamo abituati a dire: 'Dov'era lo Stato?'. In questa circostanza dovremmo saper dire anche: 'Dov'era la Regione? Dov'era il Comune?". "In questa materia - ha spiegato Amato - siamo infatti in presenza di responsabilità fortemente articolate" e proprio con gli incendi "abbiamo avuto modo di sperimentare che in un sistema decentrato di governo alcuni attori istituzionali funzionano meglio, altri funzionano meno bene: in Regioni diverse abbiamo una capacità diversa di reazione, in Comuni diversi un approntamento diverso sia della prevenzione che delle difese ex post. E a questo aggiungiamo - tipico dei sistemi articolati - le difficoltà di coordinamento". Secondo Amato, "così come è sbagliato sempre dire, in un sistema decentrato di governo, 'dov'era lo Statò, così è sbagliato, sentendo la parola 'forestali', pensare che sono la stessa cosa la polizia forestale e i forestali. La prima è infatti un corpo di polizia di 8.500 professionisti, addestrati, con una dipendenza funzionale molto definita - ministero dell'Agricoltura per certe cose, ministero dell'Interno per altre -; i forestali sono invece dei dipendenti regionali, che non hanno lo stesso addestramento. E quando i due si trovano nella stessa foresta non è detto che facciano insieme la stessa cosa... La lascio lì". Il ministro ha quindi precisato di essere un "forte sostenitore del regionalismo. Mi batterò sempre per realizzarlo al meglio, però è bene che sappiamo che c'é questo tipo di difficoltà". Proprio per questo, con l'ordinanza firmata ieri, "davanti a certi Comuni ci saranno le prefetture. Si ritorna allo Stato e quindi si fa carico allo Stato, attraverso le prefetture, di fare questi benedetti catasti delle zone bruciate che altrimenti non vengono fuori". In realtà, ha affermato Amato, le mappe già esistono e sono quelle realizzate dalla polizia forestale: "soltanto che - ha spiegato - non essendo state fatte dai Comuni non hanno quel valore giuridico che porta a creare il vincolo di cui abbiamo bisogno per realizzare l'effetto preventivo. Infatti, a che serve questo catasto? Se si sa che non ci si può fare nulla sull'area incendiata, molti stimoli ad andarla ad incendiare vengono meno". Dunque, "i prefetti non avranno tantissimo lavoro da fare, perché basterà verificare le perimetrazioni che già esistono, che ha fatto un corpo dello Stato, anche se non i Comuni competenti a farlo". "In altre regioni provvederanno le regioni, o hanno già provveduto", ha proseguito il ministro, sottolineando che "ci sono le competenze locali: tenere sporco il territorio, ad esempio, significa facilitare lo sviluppo dell'incendio. L'agriturismo va tenuto pulito, il parcheggio pure. Le regioni dove questo accade hanno avuto meno incendi, quelle in cui non accade ne hanno avuti di più. Perché poi - ha rimarcato Amato - ciascuno deve sapersi assumere le proprie responsabilità a questo mondo, non sempre è colpa del fato cinico e baro... Dunque, l'ordinanza riflette l'esito del tagliando istituzionale che abbiamo effettuato, redistribuendo a fini d'emergenza responsabilità che in determinate circostanze gli enti che le avevano non hanno saputo esercitare". (ANSA)
 
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